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Cremolino

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Lo stemma comunale
Stemma comunale Lo stemma del comune di Cremolino è rintracciabile in una carta intestata dell’anno 1890 presente nell’Archivio di Stato di Alessandria. Vi è rappresentato un leone, in campo rosso, rivoltato (la coda verso la destra araldica che è la sinistra normale) con la testa di fronte mentre afferra con le due zampe anteriori un ramoscello che sembrerebbe la rappresentazione dello “spino secco” dei Malaspina, signori di Cremolino tra la metà del 1200 e la metà del 1400. Al tempo dei Malaspina era già presente scolpito sopra l’ingresso sud (Ponte sottano) come “Arma Gentilizia” della comunità. Nel 1756, durante i lavori di manutenzione straordinaria della chiesa parrocchiale, sopra il battistero fu ritrovata una pietra sulla quale era scolpito il medesimo stemma.

Il nome
Deriva forse dal termine "Curtis-Maurina", antico nome romano. Il primo nome storicamente datato, però, è quello di Cremenium o Cremenna, presente in un diploma di Ottone II dell'anno 976 (a favore della chiesa di Savona); in un diploma di Ottone III (998) diventa Cremente e in quello di Arrigo II (1014) è Cremaena. Troviamo, infine, il termine Cormorinum in una lettera del provinciale dei Carmelitani nel 1440, così come nelle Bolle di Pio II (1459) e di Sisto IV (1473). ( G. Gaino : "Cremolino nella storia"- Asti, 1941 )

Le principali vicende storiche
Antica terra degli stazielli, passa al contado di Acqui durante gli ultimi anni del periodo carolingio. Con gli Ottoni anche queste zone vengono assoggettate all'atto di investitura e il vescovo di Acqui ottiene così con l'investitura temporale della diocesi acquese, compreso Cremolino. Sembra che anche Cremolino non sia stato risparmiato dalle scorrerie saracene e traccia di questo passaggio, secondo la tradizione, sarebbe la località antistante il Borgo medievale e denominata Bruceta, sede dell'omonimo Santuario. Cremolino, insieme a parte dell'acquese, passò alla sede vescovile di Savona e, successivamente, sotto il dominio dei Signori del Bosco, di stirpe Aleramica. Col matrimonio tra Agnese e il marchese Federico Malaspina iniziò su Cremolino, intorno al 1240, la signoria dei Malaspina, che durò per due secoli e che si spegne con Isnardo. Cremolino viene occupato in un primo tempo da Amedeo di Savoia, poi restituito al Marchese del Monferrato, che lo devolse alla Camera Marchionale; i Cremolinesi " preferendo esser sudditi di principe anziché vassallo di feudatario, fecero ..... atto di dedizione, in Casale, al Marchese Guglielmo Paleologo, il quale l'accettò confermando le usanze, i privilegi e le esenzioni di cui quegli abitanti ab antiquo godevano". ( M. Terragni : "Il Castello di Cremolino", in "L'illustrazione italiana" 1921) Successivamente il feudo di Cremolino passò alle casate genovesi dei Sauli, dei Centurioni, dei Doria e, infine, dei Serra fino al 1708, anno in cui tutto il Monferrato divenne parte del Ducato di Savoia. Durante questi anni (dal 1467 al 1708) Cremolino subì diverse vicende come l'occupazione spagnola del 1646 e quella del Duca di Savoia del 1672.