Cremolino
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Tommaso Malaspina
(sec. Tredicesimo):
primo vero signore di Cremolino, feudo che ottenne in eredità
dal padre Federico nel tredicesimo secolo. Intorno al 1260 fece
ricostruire ex novo le antiche mura (presumibilmente del sec.
X) a difesa del Borgo. Stipulò con il marchese di Monferrato
e con il marchese Corrado del Bosco il trattato di Moncalvo col
quale rinunciava ad ogni velleità espansionistica.
Isnardo Malaspina (sec. XV):
alleato di Francesco Sforza nel 1454 e testimone nella ratifica
dei capitoli matrimoniali fra Ippolita Sforza e Alfonso d’Aragona.
Fece costruire nel 1460 una seconda cerchia di mura, tuttora visibile
e quasi interamente conservata, a difesa del Borgo, aumentato
di popolazione e case.
Padre Enrico Laneri:
Carmelitano inviato dal Provinciale della Lombardia come parroco
a Cremolino in seguito alle notizie sui misfatti operati da alcuni
carmelitani del convento cremolinese. La sua attività da
parroco è stata senz’altro positiva considerato che
sia la popolazione cremolinese che il Consiglio comunale (Convocato
del 1756) chiedono insistentemente che padre Laneri sia confermato
parroco di Cremolino. In aggiunta a ciò già nel
1751 un memoriale inviato al Generale dei Carmelitani tesseva
elogi sul buon operato del padre.
Dott. Pietro Bertalero (1849-1914):
Medico a Cremolino tra la fine del 1800 e i primi anni del 1900.
Originario di Alice Belcolle ha abitato nell’attuale n.
36 di Via Roma lasciando un indelebile ricordo per la sua disponibilità,
la sua cultura e l’attività caritativa, divenendo
benefattore con un lascito per il quale fu fondato l’Asilo
che portava il suo nome (soppresso negli anni ottanta) e nel quale
tra il 1925 e il 1960, come maestre premurose e instancabili,
si sono distinte due suore luigine: Suor Lorenzina e Suor
Geltrude,
ancora oggi molto vive nella memoria dei cremolinesi ultracinquantenni.
Dott. Giuseppe Ferrando (1874-1945):
Medico condotto per quasi tutta la prima metà del 1900,
ha operato in modo instancabile e disinteressato, soprattutto
verso i meno abbienti, lavorando con grande disponibilità
e competenza. Molto affezionato al proprio paese ha operato per
abbellirlo e renderlo più accogliente. La sua operosità
come medico e come cremolinese ha spinto l’Amm.ne comunale
a intitolargli la piazzetta centrale.