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Portale del Comune di Cremolino

Cremolino

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L'ANTICO CONVENTO (ora Centro Studi Biblico Teologico) E LA PARROCCHIALE

Centro Karmel Convento, attualmente casa canonica, fu costruito nel 1439 come dimo­ra dei Padri Carmelitani, presenti a Cremolino dal 1440 su invito della comunità cremolinese. Solo il 14 giugno 1450 Pio II concedeva che la parrocchia di S: Be­nedetto in Cremolino, costruita a partire dal 1440, venisse concessa ai Carmeli­tani permettendo loro di costruire il convento con chiostro (demolito poi dopo la soppressione del convento operata durante la dominazione napoleonica), cimi­tero (attualmente piazza Vittorio Emanuele II), campane, campanile e tutte quelle opere necessarie alla nuova comunità di religiosi. Non essendo ancora chiara ufficialmente la presenza dei Carmelitani, si arriva alla Bolla di Papa Sisto IV del 21 giugno 1473 che stabiliva:

  1. La chiesa di S. Benedetto, per l'avvenire, si chiami S. Maria del Carmine.
  2. Venga eretto in questa chiesa un altare in onore di S. benedetto.
  3. Tutte le altre chiese vengano incorporate alla chiesa parrocchiale di S. Maria del Carmine.

Purtroppo dal 1475 al 1600 non si hanno più notizie della vita religiosa di quella comunità, a causa della distruzione e dello smarrimento della documentazione relativa. Le notizie successive più interessanti riguardano la costruzione della nuova chiesa parrocchiale (l'attuale) di cui si celebra, nel 1992, il centenario.

Nell'anno 1892 il Canonico don Carlo Turco benediceva la nuova Chiesa Parrocchiale di Cremolino, dedicata a N.S. del Carmine. La questione della co­struzione-ampliamento della Parrocchiale trova riscontro già nel 1758 poiché "... la vecchia chiesa, dopo trecento anni, aveva bisogno di essere rifatta sia perché minacciante sia perché troppo ristretta per l'accresciuta popolazione." (G. Gaino : Leggende - tradizioni - memorie storiche, Asti, 1965).

I lavori, iniziati sulla base di un progetto che evidentemente anticipava l'ampliamento fatto nella seconda metà del 1800, vengono ridimensionati e ridotti ad un semplice ampliamento senza modifiche sostanziali alla struttura architettonica preesistente. Tale valutazione può essere giustificata dal fatto che proprio negli anni immediatamente successivi al 1758 "... si decide di farla nel moderno disegno di quattro pile, senza formare facciata alcuna verso la strada pubblica, senza altresì formare altro coro verso il giardino ...". Proprio le ultime parole citate farebbero supporre l'esistenza di un progetto di ampliamento-rifacimento più articolato, ampio e costoso. D'altra parte la fonte riferisce che " ... non è il popolo, per le miserie, in stato di fare maggiori spese." .

La vicenda si inserisce senza dubbio nella grossa controversia per la soppres­sione del Convento dei Carmelitani (a Cremolino dal 1459), soppressione che nasce dalla richiesta del Vescovo acquese e dall'approvazione, nel 1765, di S. M. il Re, in seguito certamente a diverse relazioni che dipingevano una condizione di insoddisfazione e di inefficienza. La relazione di un certo Lorenzo Cazzulini (inviata al vescovo acquese il 22 luglio 1744), ad esempio, recita: " ... non vi è popolo più meschino di questo per essere le loro anime sotto una malagevole condotta di Parrochi e Religiosi, che poco o nulla si curano della salute di esse, a segno tale di lasciar perire la maggior parte dei poveri ammalati senza alcuna assistenza ... Predicare agli altri la carità e far opere pie, ma essere loro total­mente avari in soccorso ai poveri ... interessati solo nei proventi parrocchiali, ma non già nei spirituali: Seminatori di discordie e perturbatori della pubblica quiete, ma non già amanti della pace".

Evidentemente c'era una profonda frattura tra popolazione e frati conventuali; frattura che sicuramente ha condizionato il ridimensionamento del progetto di ampliamento, citato prima, della chiesa parrocchiale. La questione della soppressione del convento e la relativa controversia (legata soprattutto alla proprietà dei beni) viene risolta drasticamente dall'occupazione napoleonica, contem­plando essa la soppressione dell'Ordine e l'incameramento dei beni, nonostante che "la Comunità fece di tutto per salvare il ricco patrimonio parrocchiale ma non ci riuscì".

Bisognerà comunque attendere il 1870 perché l'Amministrazione deliberi l'ampliamento della parrocchiale, commissionando al geometra cremolinese Orsi Paolo di studiarne il progetto e proponendo anche il ricorso al Governo per atte­nere qualche sussidio. Il progetto definitivo viene realizzato nel 1876 dal geome­tra Carlo Ferraria e le prime tre pietre vengono poste all'incanto, secondo la consuetudine del tempo, il 19 giugno 1876.

Le tappe successive, dal 1877 al 1892, sono:

- Contratto con un certo Ravera Giovanni di Urbe Martina per la fornitura e lavo­ra­zione dei travi per il tetto; - Contratto con Torrielli Filippo di Ovada per scal­pellinare le pietre per il cornicione; - Richiesta di sussidio al Papa Pio IX (da questa richiesta si viene a sapere che la spesa complessivamente raggiunse circa £ 30.000); - Raccolta straordinaria di £ 3710 ; - Sussidio governativo di £ 1000. Nel 1892, infine, la nuova chiesa viene consacrata dal Canonico don Carlo Turco.

Un'ultima annotazione può essere interessante:

Don Giovanni Gaino, nel libro "Cremolino nella Storia" (Asti - 1941), racconta di "... allegre carovane che a suono di musica trasportavano le pietre delle circo­stanti colline, ... E poi ... il pranzo alla spartana ... in piazza ... tutti insieme ... e il prevosto aveva per tutti una parola di incoraggiamento e lode ... e ai più anziani qualche sigaro... ".